La Casa della Montagna di Parma
Un edificio chiuso da anni diventa uno spazio civico aperto alla città. Non solo la nuova sede della Sezione del CAI Parma: un rifugio urbano che porta l’Appennino in città.
Identità
come trasformazione
La Casa della Montagna nasce da un edificio esistente. Non da un foglio bianco.
È un progetto di trasformazione urbana che restituisce alla città di Parma uno spazio oggi impermeabile e lo rende luogo vivo, aperto, condiviso.
Il progetto non aggiunge soltanto funzioni. Rigenera spazio.
- Il grigio è la superficie chiusa, l’asfalto, l’inizio.
- Il terracotta è la materia che emerge con le nuove attività.
- Il verde è trasformazione compiuta, la desigillazione del suolo, da asfalto a prato.
Casa della MontagnaParmaLa Casa della Montagna non è solo un luogo.
È un cambiamento.
È un processo collettivo.
a spazio vivo
Un edificio che torna alla città
Il progetto prevede il recupero di un edificio esistente e la restituzione alla città di uno spazio oggi impermeabile e non utilizzato.
Accanto alla funzione associativa, il progetto interviene su una struttura appartenente al tessuto urbano consolidato, recuperandone il valore architettonico e restituendola alla città come luogo culturale, educativo e sociale.
La trasformazione dell’area esterna, oggi caratterizzata da superfici dure, in uno spazio verde e permeabile rappresenta un gesto concreto di rigenerazione urbana.

Rigenerazione urbana

Presidio sociale

Decementificazione
Nel quartiere Molinetto,
nel cuore della città
L’ex Circolo ENEL di via Volturno è vuoto da tempo: novecento metri quadri coperti e duemilacinquecento di cortile asfaltato. Intorno ci sono l’ospedale, il polo universitario, scuole, licei, parrocchie, palestre.
Non si tratta solo di uno spostamento di sede: è una trasformazione. Il CAI di Parma lo sta rendendo una casa aperta, dove si entra anche senza tessera: per una conferenza, per leggere, per studiare, per un corso, per portare i ragazzi a fare i primi metri su una parete.
Via Volturno 29, ParmaLa montagna che scende in città,
e un pezzo di città che torna utile.
Un edificio che prende vita attraverso le attività
Incontri ed eventi sulla montagna; attività educative per le scuole; percorsi di inclusione e montagnaterapia; momenti di socialità e comunità.

Sala conferenze
Da circa 100 posti.
Sala conferenze
Da circa 100 posti.

Nuovi spazi
Di accoglienza, segreteria, aree deposito e archiviazione materiale.
Nuovi spazi
Di accoglienza, segreteria, aree deposito e archiviazione materiale.

Ambienti modulari e accessibili
Prenotabili anche da chi con la montagna non ha niente a che fare.
Ambienti modulari e accessibili
Prenotabili anche da chi con la montagna non ha niente a che fare.

Percorsi didattici
Propedeutici alla frequentazione della montagna.
Percorsi didattici
Propedeutici alla frequentazione della montagna.

Posizione facilmente raggiungibile
Con i mezzi pubblici e in bicicletta.
Posizione facilmente raggiungibile
Con i mezzi pubblici e in bicicletta.
Una struttura multifunzionale e accessibile
Ispirata alle case di quartiere, promuove socialità, partecipazione e cultura della montagna, con particolare attenzione ai giovani.

Biblioteca della montagna
A uso pubblico.
Biblioteca della montagna
A uso pubblico.

Palestra arrampicata didattica
All’aperto e percorsi formativi per ragazzi.
Palestra arrampicata didattica
All’aperto e percorsi formativi per ragazzi.

Aree coworking e smart working
Sale per associazioni, riunioni, laboratori, formazione.
Aree coworking e smart working
Sale per associazioni, riunioni, laboratori, formazione.

Nuovi spazi verdi
Per svolgere attività educative, ludiche e ricreative.
Nuovi spazi verdi
Per svolgere attività educative, ludiche e ricreative.

Parco didattico sull’ambiente naturale
Per la montagnaterapia.
Parco didattico sull’ambiente naturale
Per la montagnaterapia.
Spazio Appennino
La porta urbana dell’Appennino parmenseUno spazio permanente all’interno della Casa della Montagna per esplorare l’Appennino: i suoi sentieri, il patrimonio storico e naturale e le tante attività da vivere all’aria aperta. Un luogo da costruire insieme a Comuni, Parchi e realtà del territorio.
Tre fasi, un solo progetto
I lavori che permetteranno la ristrutturazione dell’edificio si sviluppano in tre fasi successive. La prima fase è finanziata. La raccolta fondi serve a completare la seconda e la terza.
Piano terra e parco didattico
Ottobre 2026 – primavera 2027. Finanziata da Fondazione Cariparma con il bando P.A.T.T.O. e dalle risorse del CAI Parma.
Nuova copertura e impianti rinnovabili
Tetto in legno a vista, coibentazione, fotovoltaico da 20 kWp nella Comunità Energetica.
Piano superiore
Sale per la didattica, uffici, servizi.
La rigenerazione non cancella il passato:
lo trasforma.
Togliere asfalto, produrre energia
Il cortile oggi è una superficie impermeabile. Diventerà un parco: si rimuove la pavimentazione, si restituisce terra, si piantano alberi.
Energia prodotta e condivisa
La Casa della Montagna sarà parte attiva di una Comunità Energetica Rinnovabile, contribuendo alla produzione e condivisione locale di energia da fonti rinnovabili con l’installazione di un impianto fotovoltaico da 20 kWp. Gli incentivi alimentano un fondo solidale per le famiglie del quartiere.
Il CAI di Parma, dal 1875
La Sezione di Parma del Club Alpino Italiano esiste dal 1875 e le sue attività sono tenute in piedi da volontari. La sede attuale, 250 metri quadri, non basta più.
Ma il CAI non sta costruendo una casa per sé. Mette a disposizione della città uno spazio più grande di quello che gli serve, e ci mette dentro le proprie risorse: la vendita della sede attuale è una delle tre gambe che reggono l’investimento.
- 2 dicembre 2025Acquisto dell’edificio
- Dicembre 2025Vinto il bando P.A.T.T.O. di Fondazione Cariparma
- Primavera 2026Al via la raccolta fondi “Mattoni per la Casa della Montagna”
- Ottobre 2026Avvio dei lavori fase 1: piano terra e parco esterno
- Primavera 2027Completamento della fase 1 e apertura degli spazi
Un progetto di molti









Costruiamola insieme
L’intervento vale 800.000 euro. I 300.000 che mancano li stiamo raccogliendo un mattone alla volta, tra cittadini, aziende e chi crede che questa città abbia bisogno di un posto così.
